martedì 24 aprile 2007

Cara prof.

Il mio primo post sul mio primo blog! Mi incuriosiva l'idea di mettere in rete i miei pensieri, forse per esibizionismo o forse senza una ragione precisa. Mi è sempre piaciuto scrivere e, soprattutto, far leggere ad altri le cose che scrivo e così eccomi qua. Stamattina ero in macchina, nel traffico, di pessimo umore e agitata per una sorta di esame che stavo andando a sostenere e mi è venuto in mente un episodio di qualche giorno fa che mi ha fatto riflettere. Andando a fare la spesa, al supermercato ho incrociato una donna con due bustone letteralmente appese alle braccia ( anche quelle appese...), dall'aspetto trasandato, con l'espressione ingrugnata e una postura a metà tra un pistolero e uno scimpanzè (petto in dentro, bacino in fuori e gambe un pò divaricate...). Continuavo a guardarla e non riuscivo a distogliere lo sguardo perchè mi ricordava qualcuno, ma solo quando ha parlato per chiedere un'informazione (e ho sentito che la voce sembrava provenire da due fogli di carta vetrata strofinati tra loro, piuttosto che dalle corde vocali) ho capito di avere ragione: era la mia prof. di italiano delle superiori, quella che ci aveva dato il lusinghiero appellativo di "microcefali". Sono rimasta lì a fissarla, con la bocca aperta, mi ha fatto impressione vederla ridotta così, non che sia mai stata aggraziata, ma in quello stato...e mi sono tornate in mente tutte le volte che sfogava su noi alunni i suoi malesseri, i rancori e le frustrazioni. Vedendola così, mi sento quasi cattiva a dirlo, mi ha fatto pena. E, ripensando a questo incontro, ho capito che, al contrario di quello che pensavo allora, la persona più debole era lei che esercitava il suo "potere" su di noi, forte del rispetto per l'autorità che ancora si usava portare agli insegnanti. Ma alla fine non siamo noi che ci siamo abbrutiti in quel modo...

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